TEST USURA ALBERO “MILLERIGHE”

   

13
Mar

 

PREMESSA

Da anni si discute del problema dell’albero secondario di trasmissione, cosiddetto “millerighe”, che col tempo accusa problemi di usura per gli attriti col pignone che monta, fino ad arrivare a condizioni come quelle della foto sopra.
In questo articolo facciamo soprattutto riferimento alle moto Honda Africa Twin e Transalp, ma il problema è noto anche ad altre moto di altri marchi.

La sostituzione di un “millerighe” usurato comporta una spesa tale da rendere più economico, a volte, sostituire il motore con un altro più nuovo. Ma negli anni le possibilità di trovare un motore più nuovo vanno scomparendo e si corre il rischio di trovare un motore con un albero nuovo ma con problemi peggiori.

IPOTESI 1 

In molti si sono cimentati in affermazioni ed ipotesi circa le cause di questo logorio, ci abbiamo provato anche noi, ma con un approccio un pò più tecnico.

L’ipotesi che i più ritengono plausibile è che esista una forte differenza di durezza fra i materiali dei componenti in attrito, ed i loro trattamenti superficiali: pignone e albero.
I risultati delle prove effettuate su un singolo albero ed un singolo pignone di una HONDA XRV 750 Africa Twin.

RISCONTRI DEI TEST

Per questo motivo abbiamo portato in un  laboratorio specialistico un pignone originale ed un albero preso da una moto a cui è stata richiesta la sostituzione.

Sono stati sezionati entrambi secondo la logica dei punti che vengono in attrito, perchè hanno un trattamento superficiale mediamente superiore. Sono stati misurati anche i punti intermedi, per avere un’idea complessiva dei trattamenti effettuati.

HR15N è una grandezza della scala Rockwell. Chi vuol sapere di più sul tipo di prove effettuate, può leggere la spiegazione di Wikipedia, mentre per chi volesse divertirsi a convertire questa misura in un’altra che gli è più familiare, può farlo usando questo convertitore.

Questi i risultati:

PIGNONE

REGISTRO DUREZZE HR15N

COMPLESSIVO: PIGNONE
MOTOCICLO HONDA XRV 750 AFRICA TWIN

Il particolare è stato sezionato in modo opportuno per la misurazione corretta delle durezze nei punti di interesse superficiali ed interni.

________________________________________________

SEZIONE 1 : misure non riportate per problemi di rilevazione

________________________________________________

SEZIONE 2 : misure durezza dente in presa sull’albero scanalato

  1. 87
  2. 85
  3. 84

________________________________________________

SEZIONE 3 : misure durezza interna (materiale crudo)

  1. 73
  2. 71
  3. 77
  4. 78
  5. 76
  6. 74
  7. 72
  8. 78
  9. 84 (laterale)

________________________________________________

SEZIONE 4 : Misura durezza dente catena lato in presa durante il rilascio

  1. 87
  2. 88

 

 

ALBERO

REGISTRO DUREZZE HR15N

Complessivo: Albero scanalato per calettamento pignone (c.d. “millerighe”)
Honda XRV 750 Africa Twin

Il particolare è stato sezionato in modo opportuno per la misurazione corretta delle durezze nei punti di interesse superficiali della faccia dell’albero e dei relativi denti in presa.

________________________________________________

SEZIONE 1 : Misure durezza superficiale faccia e dente albero scanalato

  1. 92
  2. 91
  3. 90
  4. 92
  5. 84

________________________________________________

SEZIONE 2 : Misure durezza superficiale faccia e dente albero scanalato

  1. 87
  2. 92
  3. 92
  4. 92
  5. 85

 

CONSIDERAZIONI SU IPOTESI 1

E’ evidente che la nostra prova mostra i suoi limiti dato l’esiguo numero di campioni misurati. Ma, confrontandoci con altri tecnici che si sono già cimentati in TEST come questI, siamo giunti alle stesse conclusioni. La durezza dell’albero è maggiore rispetto a quella del pignone. Questo fa sì che la ipotesi 1 venga a decadere, a meno che non siano stati prodotti dei lotti, nel corso degli anni, da fornitori diversi che hanno adoperato tipi di trattamenti diversi. Ma nei numerosi feedback ricevuti dai nostri clienti, non siamo riusciti a risalire ad una coerenza fra questa logica e la realtà. Le statistiche da noi rilevate empiricamente relative ad alberi usurati in modo anomalo sono incompatibili con questa ipotesi e non mostrano concentrazioni, né per modelli, né per annate, tranne che per qualche annata di alcuni modelli del Transalp per i quali abbiamo riscontrato una frequenza maggiore di difettosità. Ma questa è un’affermazione che noi stessi valutiamo col beneficio dell’inventario, visto il tipo d’indagini condotte.

 

IPOTESI 2

E’ molto diffusa la convinzione che il produttore abbia creato volutamente un gioco assiale e radiale fra il pignone e l’albero per favorire una maggiore elasticità nel movimento della catena, soprattutto per l’utilizzo in off-road.

RISCONTRI DEI TEST

Abbiamo acquistato nel 2016 degli alberi e dei pignoni nuovi e li abbiamo accoppiati come richiesto. E’ apparso subito evidente, vista la resistenza opposta dalla manovra d’innesto del pignone sull’albero, che ci ha richiesto anche l’uso di un martellino in bachelite, che il gioco non era nelle volontà progettuali del produttore. A maggior riscontro, abbiamo anche provato con un punto luce posto sul retro, a verificare che ci fossero degli spazi dovuti a tolleranze. Nessun raggio luminoso ha attraversato gli interstizi fra la calettatura dell’albero e i denti del pignone. 

Sebbene probante, non reputiamo questo test esaustivo perché i ricambi da noi acquistati sono delle ultime generazioni e potrebbero aver subito negli anni delle modifiche atte a tentare di porre rimedio al problema. Al tempo stesso però, questo ribadisce la volontà del produttore di non permettere il gioco fra le parti in movimento che, invece, devono girare solidalmente e senza attriti fra loro.

Con questo secondo test riteniamo di aver sfatato un altro mito!

 

ALTRE IPOTESI E CONSIDERAZIONI

Reputiamo che possano esistere un insieme di concause che possano dare origine, tutte insieme o solo in parte, all’anomalia oggetto della nostra indagine. Tra queste:

  • GESTIONE DELLA MANUTENZIONE NON CONFORME AGLI STANDARD RICHIESTI. 
    Troppo spesso la semplicità che caratterizza la manutenzione di questi mezzi, induce a cimentarsi anche chi non ha competenze specifiche. Questi, inconsapevolmente, finiscono per arrecare danni di cui poi non sanno darsi una spiegazione. Alcuni esempi:
    – un tiraggio della catena troppo serrato che induce il pignone a lavorare in modo eccentrico rispetto all’albero e genera degli attriti che,col tempo, iniziano ad erodere i trattamenti superficiali delle parti a contatto.
    – la non frequente sostituzione della piastrina di bloccaggio che, col tempo, è soggetta alle ingiurie dell’usura dei denti che fanno acquisire un gioco assiale al pignone. Ciò genera attriti superiori alle previsioni per cui i trattamenti d’indurimento sono stati realizzati.
    – annoveriamo anche la mancata pulizia, a volte solo superficiale, del contesto nel quale operano i componenti succitati che, con l’andar del tempo, porta alla penetrazione di corpuscoli fra le parti in attrito, generandone di maggiori.
  • UTILIZZO DELLE MOTO PER SCOPI SUPERIORI ALLE LORO REALI CAPACITA’
    – utilizzo delle moto in sessioni di off-road impegnativo , possibili grazie alle loro performances, certamente non rende la vita facile alle parti coinvolte.

 

CONCLUSIONI

A seguito delle nostre esperienze, test e considerazioni, siamo portati a pensare che le capacità di questi mezzi non siano state perfettamente valutate in fase progettuale. Questo le ha rese famose perchè sono andate al di là delle aspettative funzionali per cui erano state prodotte, ma ha reso evidenti alcuni limiti nell’utilizzo dei materiali per la produzione di alcuni componenti che, negli anni, si sono rivelati fatali per gli utilizzatori che sono entrati in possesso di mezzi già sfruttati al di sopra delle loro capacità reali e/o ne hanno fatto loro stessi un uso improprio. Questa serie di concause, quale sia la principale, con i dati a nostra disposizione, non ci è dato di sapere, hanno fatto si che certi limiti concettuali siano diventati il tallone d’Achille.
Suffraghiamo questa considerazione contrapponendo a questa ipotesi la consapevolezza che altre moto, realizzate con lo specifico intento di un uso molto più intenso e logorante, nonostante tutto, abbiano resistito nel tempo e non abbiano presentato cenni di usure anomale di pignoni e alberi. 

Tutti i miti hanno il loro lato fantastico e quello reale.

Se guardiamo con occhio benevolo quante soddisfazioni hanno regalato ai loro possessori, non possiamo però esimerci dal considerare che queste stesse performances eccezionali,  abbiano loro stesse generato i peggiori incubi per quanti hanno subito il crollo di un sogno che solo una grande passione può creare.

Esprimi una tua opinione, vota il nostro articolo, premia il nostro sforzo di far chiarezza! Grazie

 

Segue nel post: IL SALVAMILLERIGHE.

 




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